Un ponte tra Italia e Venezuela: il punto sulle relazioni commerciali

Da oltre un secolo, Italia e Venezuela condividono un legame che va ben oltre i numeri del commercio bilaterale. Sono circa 160mila i cittadini italiani registrati presso i consolati di Caracas e Maracaibo, e si stima che oltre 1,5 milioni di venezuelani abbiano ascendenza italiana, frutto di importanti flussi migratori provenienti soprattutto da Campania, Sicilia, Abruzzo e Puglia. Questa comunità rappresenta ancora oggi uno dei principali ponti naturali tra i due Paesi, e contribuisce a rendere l’Italia un partner percepito positivamente sul mercato venezuelano.

I numeri dell’interscambio

Il quadro commerciale recente racconta una relazione solida ma in evoluzione. Nel 2024 l’interscambio complessivo tra Italia e Venezuela ha raggiunto circa 464 milioni di euro, con una crescita di oltre il 47% rispetto all’anno precedente. Le importazioni italiane dal Venezuela, trainate da prodotti energetici, minerari e metallurgici, hanno superato le esportazioni italiane verso il Paese sudamericano, generando un saldo a favore di Caracas.

Sul fronte dell’export italiano, i settori più dinamici restano i macchinari, i prodotti petroliferi raffinati e l’agroalimentare, segno di un’offerta orientata verso beni a maggiore valore aggiunto. Va detto, però, che la quota di mercato dell’Italia in Venezuela resta contenuta: nella prima metà del 2025 il nostro Paese si collocava intorno alla dodicesima posizione tra i fornitori esteri, con una quota di mercato attorno all’1%.

Una presenza imprenditoriale ancora attiva

Nonostante il calo registrato nell’ultimo decennio rispetto ai volumi di inizio anni 2010, sul territorio venezuelano restano attive decine di imprese italiane, concentrate soprattutto nei settori delle costruzioni, dell’energia, dei trasporti, degli idrocarburi e della petrolchimica. Diverse aziende, pur avendo ridotto la propria presenza diretta, hanno mantenuto rapporti commerciali e contrattuali con il Paese, anche attraverso forniture e appalti.

Parallelamente, in Venezuela opera storicamente la Camera di Commercio Venezuelano-Italiana (CAVENIT), fondata nel 1954 e con sede a Caracas, che riunisce centinaia di operatori economici di diritto venezuelano impegnati in relazioni con l’Italia. Negli ultimi anni CAVENIT ha intensificato la propria attività di promozione, organizzando seminari e iniziative — anche in collaborazione con l’Associazione Venezuelana degli Esportatori (AVEX) — dedicati a settori emergenti come materie prime, agroalimentare, artigianato e prodotti legati alla domanda della comunità italo-venezuelana.

Settori emergenti e nuove opportunità

Tra i comparti individuati come promettenti per il futuro dell’interscambio figurano l’alluminio e i prodotti ferrosi, la frutta tropicale, il caffè, il rum e i prodotti ittici. Si guarda inoltre con interesse a carni bovine, piante medicinali e cosmetiche, artigianato, opere d’arte e al cosiddetto mercato “nostalgico”, capace di intercettare la domanda della diaspora italo-venezuelana presente in Italia.

Il contesto diplomatico

Il quadro delle relazioni bilaterali si inserisce in un contesto diplomatico in evoluzione. A gennaio 2026 l’Italia ha annunciato l’intenzione di innalzare il livello delle proprie relazioni diplomatiche con il Venezuela, un passo che potrebbe avere riflessi anche sul piano economico e commerciale nei prossimi mesi.

Il ruolo della Camera di Commercio Italo-Venezuelana

In questo scenario, fatto di legami storici, comunità radicate e nuove opportunità settoriali, il compito di una Camera di Commercio Italo-Venezuelana è quello di facilitare il dialogo tra imprese, istituzioni e investitori dei due Paesi: fornire informazioni affidabili, mettere in contatto operatori economici, supportare l’internazionalizzazione delle imprese e accompagnare la crescita di un interscambio che, numeri alla mano, ha ancora ampi margini di sviluppo.

Nei prossimi articoli approfondiremo i singoli settori di opportunità, le normative utili per chi vuole avviare rapporti commerciali tra i due Paesi e le testimonianze di imprenditori e operatori già attivi su questo mercato.

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *